Contattaci
392 2689211

IL BAMBINO CHE HA PAURA

IL BAMBINO CHE HA PAURA

 

“Tutto ciò che vuoi, è dall’altra parte della paura” Jack Canfield

 

La paura è un’emozione di base, naturale ed universale e la sua percezione permette alla persona di tutelarsi e proteggersi da situazioni pericolose.

Sentirla rientra nel normale stadio di crescita dell’individuo ed è dunque importante aiutare i bambini ad affrontare ansie e preoccupazioni per vivere bene.

Se ciò non avviene, il bambino convive con queste emozioni, pensando che sia l’unico modo di stare al mondo, sentendosi costantemente spaventato e considerando l’ambiente circostante come minaccioso, pericoloso, imprevedibile e popolato da persone di cui non ci si può fidare.

La conseguenza è la possibilità che il bambino sperimenti l’impotenza, l’insicurezza, il terrore, essendo incapace di reagire da solo in modo adeguato alla situazione, visto che la realtà è vissuta come troppo difficile da affrontare direttamente.

I minori impauriti manifestano agiti differenti come il mutismo selettivo, il fantasticare la presenza di un mondo immaginario in cui rifugiarsi per sentirsi al sicuro, l’isolarsi, lo scappare da casa, ma anche disordini alimentari, fobie, ossessioni. Altri sintomi fisici possono essere il bagnare il letto, vomitare, defecare in modo incontrollato, urinare in modo inappropriato o fare incubi.

Mente e corpo risultano in continuo allarme e le energie vengono impegnate a ipervigilare e difendersi senza potersi mai rilassare.

Il rischio massimo è che il bambino, così spaventato, non possa crescere in modo sano e sereno, in quanto le paure uccidono il gioco, bloccano la capacità di apprendere, la creatività, la spontaneità e il desiderio di scoprire il mondo.

L’adulto, se non lo aiuta a riflettere sui vissuti provati e non sarà presente nella loro condivisione, non verrà percepito come risorsa affidabile di conforto e di supporto nella sua vita, lasciando il bambino terrorizzato  e solo ad affrontare questo mondo minaccioso.

Come fare e come rapportarsi dunque con i bambini spaventati?

Innanzitutto è necessario spronarli a condividere con l’altro le proprie paure, in modo da verbalizzare ciò che più li preoccupa, perché spesso hanno scelto di affrontare da soli ciò che li spaventa, tanto da non aver nemmeno l’idea di poter essere aiutati.

La situazione potrebbe peggiorare nel momento in cui i bambini considerassero il “vivere spaventati” un aspetto normale della propria vita, privandosi di conseguenza di un senso di pace e sintonia con un mondo accogliente. Provando un’impotenza rassegnata, il bambino tenderà a reagire scegliendo di mettere da parte emozioni e sentimenti.

Affinché ciò non accada, è necessario garantirgli più tempo per riflettere in un contesto sicuro e protetto, così da farlo sentire profondamente ed autenticamente compreso e rinvigorito.

Invece di scegliere di scappare o evitare i pericoli per mettersi al sicuro, sarà opportuno aiutarlo a diventare assertivo, a dire NO e BASTA quando necessario, in modo da sentirsi più potente e sicuro di sé.

Dott.ssa Laura Meani