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Il nostro approccio

Il nostro approccio di riferimento è quello umanistico ed esperienziale e in particolare la modalità terapeutica adottata si rifà alla Teoria Centrata sul Cliente di Carl Rogers. Egli sottolinea l’importanza della relazione terapeutica, basata sulle tre condizioni di congruenza, di accettazione positiva incondizionata e di empatia, come strumenti elettivi di cambiamento del Cliente, nonché l’importanza della dimensione fenomenologica, per cui si considera la persona come indiscussa agente significante della propria storia, del proprio mondo intersoggettivo e dei propri vissuti. La nostra visione dell’uomo si discosta da quelle che lo considerano mosso solo da forze istintive, sessuali o aggressive: è difficile pensare che l’uomo possa essere governato solo da forze inconsce che gli permettono di agire solo per soddisfare le proprie pulsioni. E’ difficile anche condividere l’idea che l’uomo sia destinato a convivere con un conflitto interiore costante tra i suoi desideri e le richieste/rinunce che la società gli impone. Non ci riconosciamo neppure in quella psicologia convinta che l’uomo possa essere plasmato a proprio piacimento, per cui vengono dispensati consigli pratici per superare qualsiasi tipo di sofferenza e disagio, attraverso alcune tecniche e strategie. Queste visioni dell’uomo, ai nostri occhi, appaiono pessimistiche e poco fiduciose nella libertà e nelle potenzialità della persona. La nostra posizione, invece, è più positiva e fiduciosa della vita, dell’uomo e delle relazioni. Ne consegue, dunque, che il nostro modo di fare terapia si basa non sull’analisi dei sintomi, ma sulla creazione di uno spazio di ascolto, di accoglienza e di confronto. Noi partiamo dall’idea che il bisogno di affetto, di scambi veri e profondi, siano fondamentali per il nostro benessere e per la nostra serenità. Come diceva Buber: “L’uomo diventa Io a contatto con il Tu” ed è per questo che la terapia offre un momento di incontro autentico e significativo tra due persone in un rapporto paritario, con l’obiettivo comune della crescita interiore del cliente. In altre parole, quello che ci proponiamo di offrire è un incontro Io-Tu in cui vivere un’esperienza emozionale correttiva, attenta a cogliere tutte le sfumature nelle dimensioni più interne, con l’obiettivo di permettere alla persona di trovare il proprio unico e personalissimo cammino di vita e portarlo a compimento con equilibrio ed integrità.

Cliente non paziente
L’uso del termine “cliente” al posto di “paziente” nasce dall’intento di considerare la persona nella sua interezza e non unicamente nel suo aspetto di sofferenza. Il paziente (dal latino patiens, ovvero sofferente, colui che sopporta) è la persona che si rivolge al medico per problemi di salute, ponendosi in un ruolo passivo in attesa di risposte e soluzioni. Di solito la persona, quando arriva in terapia, sentendosi smarrita e confusa, pensando di non avere alcun valore, si aspetta che sia il terapeuta a guidarlo e a risolvergli il problema. Al contrario non sa di essere il migliore esperto di se stesso. Infatti il termine “cliente” rispecchia maggiormente la nostra visione dell’uomo, come colui che, anche in condizioni di sofferenza e difficoltà, è in grado di chiedere aiuto, mantenendo una posizione attiva rispetto alla propria vita e conservando il proprio potere personale.