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Famiglia = “insieme per”

famiglia
All’interno della famiglia ogni membro è doverosamente attore protagonista e, per la sua costruzione, è fondamentale fornire “una base sicura”da cui partire, in modo da garantire a tutti i suoi membri accettazione incondizionata, fiducia, affetto, accoglienza, appoggio e sostegno nei momenti di fatica e di dolore.
Risulta importante anche legittimare il diritto alla propria autonomia, indipendenza e privacy.
Nella sua costruzione risulta saliente anche l’essere autentici: ognuno si presenta per quello che è realmente, con pregi e difetti, senza doversi deformare o senza sentire di compiacere l’altro per essere amato.
Altrettanto necessario è il definire e rispettare delle regole: cooperando, si dovrebbe cercare di costruirle insieme in modo che siano semplici e chiare, che si possono mantenere nel tempo e che tutelino una convivenza pacifica.
Per raggiungere questi obiettivi, è importante utilizzare il dialogo: mettendosi in gioco fino in fondo, ci si confronta in maniera vera e profonda, senza evitare argomenti imbarazzanti, impegnativi o faticosi, favorendo così un incontro autentico.
Anche nei momenti di conflitto, il dialogo risulta essere determinante: tensioni, divergenze ed incomprensioni in qualsiasi relazione.
Ciò che risulta essere saliente è il confronto, partendo da noi, svelando i reali bisogni o le vere emozioni, evitando giudizi o modalità manipolatorie, in modo da crescere e stare bene insieme.

Educazione

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Ancora una volta il dialogo risulta essere lo strumento privilegiato anche nell’educazione dei bambini.
Di fronte a qualsiasi evento della vita, bello o brutto, triste o angosciante che sia, è necessario coinvolgere i bambini, spiegando quello che sta succedendo, in modo da garantire le informazioni sufficienti alla sua comprensione.
Molti genitori, invece, ritengono prioritario il dover tutelare il figlio di fronte alle situazioni angoscianti e tristi, decidendo di tenerlo all’oscuro dell’evento.
In realtà il bambino, già in tenera età, è in grado di percepire il clima emozionale circostante e, di conseguenza, di volerlo comprendere.
Se le informazioni risultano essere scarse o false, il bambino si crea autonomamente delle spiegazioni, che molto spesso risultano essere più traumatiche che nella realtà.
E’ importante, dunque, riuscire a comunicare con loro, scegliendo le parole giuste, tarando le informazione in base al suo livello di sviluppo, dei suoi bisogni, nonché evitando di contagiarlo con il proprio stato emotivo.
Per fare ciò risulta essere efficace scegliere un momento in cui il bambino sia disponibile al dialogo, in un luogo sicuro e tranquillo.
Il linguaggio deve essere semplice, chiaro, diretto ed autentico in modo da non confondere il bambino.
E’ essenziale accogliere lo stato d’animo del minore: la relazione deve essere rassicurante e deve avere con sé un potere calmante.
Il genitore deve ricordarsi che non è possibile proteggere sempre il proprio figlio da ciò che lo circonda.
Le prove della vita, i traumi, la sofferenza, la frustrazione e la morte fanno parte della vita stessa ed è fondamentale che il genitore aiuti il proprio figlio ad affrontarli, attraverso il suo sostegno e la sua vicinanza.

Importanza dei limiti nella relazione educativa

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Attualmente la società richiede al genitore di essere un “contenitore consapevole e responsabile” nei confronti dei figli.
Contenitore, perché dovrebbe essere in grado di accogliere e sostenere le emozioni di qualsiasi natura dei figli, in maniera consapevole e senza esimersi dalle proprie responsabilità educative.
Affinché il proprio figlio possa inserirsi in maniera adeguata nel mondo sociale circostante, adattandosi e adeguandosi alle norme che regolano le interazioni tra le persone, è necessario infatti che i genitori siano in grado di dare delle regole sicure, ferme e decise.
Infatti educare non può prescindere dal dare delle indicazioni e dei divieti, nonché delle sanzioni nel caso in cui questi non vengano rispettati.
I genitori, nel fare ciò, non dovrebbero assumere un atteggiamento di superiorità, di arroganza o di prepotenza ed umiliazione, ma dovrebbero esprimere autorevolezza, fermezza e sicurezza.
Bisogna ricordare che un adulto autorevole, capace di coniugare decisione e sostegno, non spaventa l’altro, anzi favorisce la chiarezza interiore e guida l’altro in modo stabile e sicuro.
I genitori non dovrebbero temere di porre dei limiti per la paura di entrare in conflitto con i figli o di essere da loro rifiutati.
Dovrebbero essere in grado di assumersi le proprie responsabilità, per aiutarlo a non cadere in balia di una irrealistica onnipotenza o di un’opprimente impotenza, lasciandolo solo di fronte al difficile compito della crescita.
Assolvere il compito genitoriale è tutt’altro che facile e semplice e se ne riconosce la fatica, la difficoltà e l’indecisione sulla migliore strada da percorrere per poter stare al fianco dell’altro in maniera costruttiva e tutelante.

Senso alla comunicazione

comunicazione
Per comunicazione si intende lo scambio di informazioni tra 2 o più persone, i cui contenuti possono assumere intensità emotive differenti.
La sua funzione principale consiste nel permettere all’uomo di adattarsi al mondo e viverci.
La comunicazione diventa dialogo nel momento in cui gli interlocutori manifestano motivazione ed intenzione a parlarsi, ascoltarsi e capirsi, nonché condividere qualcosa.
Il dialogo risulta efficace sulla base della correttezza del feedback tra gli interagenti, ossia sulla capacità di cogliere le parole dette e i significati celati, i vissuti e le emozioni provate dagli interlocutori.
E’ necessario ricordare l’importanza non solo della parte verbale della comunicazione, ma anche di quella non verbale: la prima riguarda le parole e il contenuto del messaggio trasmesso; la seconda alla parte relazionale di questo.
Dunque per dialogo si intende una comunicazione autentica, vera e profonda.
Per fare ciò bisognerebbe avere una conoscenza di sé, delle proprie ferite e delle proprie emozioni dettagliata e precisa in modo da evitare ambiguità e fraintendimenti.
Si impara a dialogare gradualmente e faticosamente attraverso la riflessione e la legittimazione del proprio tempo, imparando anche a tollerare e accettare con fiducia i limiti propri e dell’altro.